Il Sussurro del Castello
Il Sussurro del Castello
Nel cuore della Toscana, il Castello di Poppi domina la valle del Casentino. Le sue mura antiche, testimoni di battaglie e intrighi, celano più segreti di quanti ne possano raccontare. Ma c’è una leggenda che gli abitanti del borgo non osano narrare ad alta voce: quella della Dama Velata.
Secondo la tradizione, nei secoli passati, nel castello viveva Matelda, una nobildonna tanto bella quanto crudele. Si dice che Matelda attirasse giovani uomini con la sua grazia, facendoli innamorare per poi ucciderli nella notte, gettandoli da una botola segreta che conduceva alle segrete del castello. Ma una sera, un giovane forestiero le tese una trappola: invece di lasciarsi sedurre, evocò un’antica maledizione che legò l’anima di Matelda al castello per l’eternità.
Una notte al castello
Federico, un giovane appassionato di leggende e misteri, decise di trascorrere una notte nel Castello di Poppi, attratto dalla fama di luogo infestato. Armato di videocamera, torcia e registratore EVP, arrivò al castello al calar del sole.
Le prime ore passarono tranquille. Federico esplorò le torri, le stanze e la cappella, raccontando alla telecamera ogni dettaglio. Ma a mezzanotte, l’atmosfera cambiò.
Un vento gelido iniziò a soffiare lungo i corridoi, e le candele che aveva acceso tremolarono senza motivo. Poi, un sussurro flebile ma nitido attraversò l’aria:
"Perché sei qui? Vuoi scoprire la verità?"
Federico si bloccò. Il suono proveniva dalla sala principale, dove un antico ritratto di Matelda osservava chiunque osasse avvicinarsi. La voce continuò:
"Non dovresti essere qui. Nessuno deve sapere."
Il segreto della botola
Seguendo il suono, Federico scoprì una fessura nel pavimento della sala. Era la famigerata botola di Matelda, quella che aveva inghiottito decine di vittime. Con uno sforzo, riuscì ad aprirla e illuminò l’oscurità con la torcia.
Un improvviso boato lo fece sobbalzare. Si voltò e vide una figura avvolta in un velo nero: Matelda. La donna non aveva occhi, solo due cavità nere e vuote, ma la sua voce riecheggiava nella stanza come un coro di lamenti.
"Hai osato profanare il mio segreto. Ora farai parte della mia collezione."
Federico cercò di scappare, ma la porta del castello si chiuse con un tonfo assordante. Una forza invisibile lo trascinò verso la botola. Prima che potesse reagire, cadde nel buio più profondo.
L’eco di una maledizione
Il mattino seguente, i custodi trovarono la videocamera di Federico sul pavimento della sala. Il ragazzo non c’era. Quando guardarono il filmato, videro il volto della Dama Velata che si avvicinava lentamente all’obiettivo, mentre una voce inquietante diceva:
"Ora sono io che racconto la tua storia."
Il Castello di Poppi rimase in silenzio, ma da quel giorno, nelle notti di luna piena, si dice che si possano sentire i passi di Federico che cerca invano una via di fuga.


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